CHIRURGIA

Denti del giudizio


DISODONTIASI DEL DENTE DEL GIUDIZIO

Quando un terzo molare non ha sufficiente spazio per erompere completamente o è posto in una posizione anomala si manifesta facilmente un’infiammazione della gengiva che prende il nome di pericoronarite e che si configura come un quadro clinico definito “disodontiasi del terzo molare”.

Tale disodontiasi si manifesta fondamentalmente con tre sintomi:

  1. Difficoltà e fastidio nel deglutire.
  2. Dolore irradiato verso l’orecchio.
  3. Difficoltà e fastidio ad aprire la bocca che rimane più chiusa del solito.

Se questo accade tali denti sono inutili alla masticazione e possono anzi causare i seguenti problemi:

  • Quando il dente è parzialmente ricoperto dalla gengiva è facile che batteri e residui di cibo rimangano intrappolati al di sotto di essa. Questo provoca delle infiammazioni gengivali con dolore, gonfiore, difficoltà ad aprire la bocca;
  • Per la posizione anomala, o perché coperto da gengiva, il dente può essere difficile da pulire e quindi può cariarsi e lo stesso può accadere al dente vicino;
  • Se in posizione anomala il dente può interferire con la masticazione e causare delle lesioni alla mucosa delle guance;
  • Il dente incluso può anche associarsi a formazione di una cisti che, col tempo, si ingrandisce a spese dell’osso circostante.

In presenza di tali disturbi, o per prevenirne la loro comparsa potrebbe rendersi necessario procedere all’estrazione.

 

L’utilizzo della chirurgia sonica permette di conservare meglio l’osso e di ridurre il gonfiore post-operatorio. Manipoli di questo tipo danno la possibilità di intervenire in sicurezza nei confronti di nervi e arterie vicine.

I terzi molari vanno controllati a partire dai 14-16 anni. Già a questa età è possibile una precoce analisi sul futuro spazio disponibile per una corretta eruzione dei terzi molari. Il controllo viene effettuato tramite esame radiografico: ortopantomografia e tomografia computerizzata (TAC).

L’estrazione dei denti del giudizio inferiori richiede una attenta valutazione clinica e radiografica ed una elevata esperienza clinica per la frequente vicinanza delle radici di questo dente con il nervo alveolare inferiore, il nervo che distribuisce la sensibilità nella regione della mandibola ed del labbro inferiore. L’utilizzo di manipoli sonici per separare l’elemento dentario o rimuovere osso riducono notevolmente i rischi di lesioni accidentali del nervo alveolare inferiore.


L’ETÀ IDEALE PER TOGLIERE IL DENTE DEL GIUDIZIO

La chirurgia dei terzi molari rappresenta in genere per i pazienti un evento temuto e quindi da evitare o quanto meno da procrastinare nel tempo. Tale atteggiamento non deve ritenersi corretto. Quando esistono problemi a carico dei terzi molari, va ricordato che l’aggravamento della patologia è progressivo. Si deve inoltre segnalare che esiste un consenso generale sul fatto che le complicanze chirurgiche sono molto meno frequenti se si interviene tra i 17 e i 20 anni. A questa età le radici sono formate per due terzi, l’osso è relativamente elastico, quindi l’intervento è più semplice e la guarigione post-chirurgica è rapida. È possibile una remissione con un trattamento antibiotico-analgesico, ma la recidiva è un evento frequente. I terzi molari inclusi in stretta prossimità di un secondo molare comportano quasi sempre un danno dei tessuti di quest’ultimo e talvolta sono tali da determinarne la perdita. Più tardi si interviene con l’avulsione del terzo molare incluso, più le lesioni a carico del secondo molare potranno diventare irreversibili.


CAUSE

Per il terzo molare (o dente del giudizio) bisogna citare tra le cause di ritenzione o inclusione la teoria filogenetica, secondo la quale l’evoluzione della specie umana sta portando ad una involuzione delle dimensioni dei mascellari, con l’aumento della dimensione della cavità cranica, cosi andando sempre più spesso il terzo molare non avrà più lo spazio sufficiente per erompere, rimanendo quindi spesso all’interno delle ossa mascellari.

INDICAZIONI

La forza propulsiva dei denti del giudizio, durante la loro fuoriuscita, non è un elemento sufficiente a spostare e disallineare i denti anteriori. Pertanto non ha senso rimuoverli per evitare lo spostamento dei denti frontali.Il disallineamento dei denti anteriori è invece dovuto alle forze masticatorie la cui risultante è rivolta in avanti, e questo può provocare spostamenti dell’arcata dentale, causando spesso un affollamento dentario proprio nella zona dei denti anteriori inferiori. L’estrazione dei denti del giudizio può risultare necessaria all’inizio di un trattamento ortodontico, soprattutto se si rende necessario distalizzare (spostare indietro) i denti.

POSTUMI

Dolore: L’intensità e la durata del dolore dipendono dalla complessità dell’intervento oltre che dalla tolleranza individuale all’intervento, normalmente non c’ è molto dolore e scompare dopo pochi giorni. Con gli antidolorifici è possibile controllarlo senza problemi.

Gonfiore: dopo questo tipo d’intervento il gonfiore più o meno accentuato è fisiologico. La borsa del ghiaccio aiuta a contenere la tumefazione che raggiunge il suo massimo dopo circa 48 ore dall’ intervento. La condizione è comunque facilmente controllabile con i presidi medici opportuni quali anti-edemigeni e cortisonici locali.

Ematoma: qualche volta può verificarsi la comparsa di lividi sulla guancia e questo è dovuto alla comparsa di un ematoma.